Storielle zen del sabato: Un vecchio molto, ma molto religioso

Storielle zen del sabato: Un vecchio molto, ma molto religioso.

Religioso 400Un vecchio molto, ma molto religioso, – assiduo sia nella preghiera sia nella meditazione – una volta fu sorpreso da una piena del fiume.

Gli abitanti iniziarono a scappare e lo avvisarono del pericolo, ma lui rispose: “Prego molto Dio, lui mi salverà, son certo”.

Dopo un po’ i suoi amici vennero con la barca a salvarlo, ma lui rispose ancora: “Prego molto Dio, lui mi salverà, son certo”.

Il  giorno dopo, quando l’acqua era molto salita ed il vecchio era sul terrazzo di casa,arrivò il soccorso con l’elicottero sollecitandolo a salire a bordo ma lui per la terza volta rispose: “Prego molto Dio, lui mi salverà, sono molto devoto, son certo che mi salverà”.

Gli amici ritornano il giorno dopo con la barca quando l’acqua era ormai al collo del vecchio, ma lui disse “Prego molto Dio, lui mi salverà, sono molto devoto, son certo che mi salverà”.

Il vecchietto morì annegato e, dato ch’era un brav’uomo, andò in paradiso e chiese d’essere ricevuto da Dio, San Pietro gli domandò: “Dimmi, dimmi cosa vuoi da lui”.Dio 400

Il vecchietto rispose: “Io sono molto devoto, come mai non mi ha salvato?”.

San Pietro andò da Dio e gli riferì la domanda.

Dio rispose : “Ma se per ben 4 volte gli ho mandato gli aiuti e lui li ha rifiutati!?”.

 

Considerazioni personali:

Un vecchio proverbio diceva “Aiutati che Dio ti aiuta”

Molto sintetico ma anche estremamente significativo.

Questa storiella, chiaramente metaforica, tratta due temi molto importanti nella vita evolutiva di ogni essere umano.

Il primo si riferisce al “lavoro” che ognuno di noi deve fare su se stesso e che nessun altro può fare al suo posto.

Non possiamo aspettare che arrivi qualcuno dall’esterno e con la bacchetta magica risolva ogni nostro problema.

Purtroppo molta gente si adagia su questo aspetto. Senza voler cambiare nulla della propria vita, aspetta qualcun altro che risolva i problemi che egli stesso ha creato.

Naturalmente per le Leggi Universali non funziona così. Ed ecco che poi arrivano puntualmente gli “aggiustamenti” che forzatamente e con dolore ci obbligano a lavorare su quegli aspetti di noi stessi che vanno modificati.

Il secondo tema si riferisce ai segni che puntualmente l’Universo ci invia e che noi “distratti” dal caos della vita quotidiana, non sappiamo cogliere.

Molto spesso facciamo finta di nulla, altre volte non li cogliamo completamente.

Ed i segni transitano nella nostra vita senza poterne cogliere il messaggio.

coppa del BuddhaIl Buddha amava dire:

“Piove sempre nettare dal cielo ma voi avete la coppa capovolta; solo quando girerete la coppa essa si riempirà di nettare, ma il nettare pioveva anche prima.”

Quindi Attenzione ed Accettazione, la regola delle due “A”.

Attenzione nel saper cogliere i segni e Accettazione nel saperli fare nostri e metterli in pratica.

Giuseppe Bufalo - Luce

Un abbraccio di Luce e buon fine settimana per tutti

Giuseppe Bufalo

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