Gustavo Adolfo Rol a 20 anni dal suo ritorno

Oggi, 22 settembre 2014, è la data in cui ricorrono i 20 anni dal giorno in cui Gustavo Adolfo Rol è tornato al mondo che ci ha fatto intravvedere con la sua vita terrena.

In punta di piedi vorrei, con questo articolo, rendergli omaggio perché sono convinta che, in barba ai suoi grandi detrattori, sia stato un uomo veramente straordinario per quello che è il nostro attuale modo di vivere.

immagine tratta da Laboratorio Artistico Mimina

immagine tratta da Laboratorio Artistico Mimina

Ciò che mi affascina non sono i tanti prodigi da Lui realizzati ma è la sua stessa esistenza poiché proprio la sua vita è, per me, il segno che l’impossibile è possibile.

I cosiddetti ‘fenomeni’ possono impressionare solo gli animi semplici che hanno bisogno di vedere per credere ma sono insignificanti per chi riesce a vedere oltre cercando di comprendere o intuire ciò che queste manifestazioni significano.

In un’epoca in cui moltissimi hanno millantato capacità che non avevano, Gustavo Adolfo Rol, che le capacità le aveva sul serio, si è limitato a vivere la sua vita cercando, a mio giudizio, di inviare il suo messaggio nella discrezione indirizzandolo solo a chi pensava fosse già in grado di comprenderlo.

Non credo sia questione di istruzione ma di evoluzione. Se la vita è una scuola, non tutti frequentiamo la stessa classe e non a tutti è dato di comprendere messaggi che sono comprensibili solo per chi è nella classe giusta.

La sua ‘tremenda legge’ (che potete sentire dalla sua stessa voce a questo link) è uno di quei misteri che danno il senso alla ricerca spirituale di ogni essere umano che voglia progredire.

Pur non comprendendo fino in fondo la portata delle sue rivelazioni, credo fermamente che il fatto stesso che le abbia fatte equivale al rendere evidente ciò che altri prima di Lui hanno asserito.

Helena Petrovna Blavatsky

Foto tratta dal sito ufficiale della Società Teosofica Italiana

Un esempio per tutti: Elena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, pur avendo avuto il merito di scrivere opere la cui importanza viene via via rilevata con il passare del tempo, in un certo periodo della sua esistenza terrena, a causa della sua capacità di ‘creare fenomeni’, ha dovuto fare i conti con l’ignoranza e la stupidità di molti suoi detrattori che volevano ridurla ad un fenomeno da baraccone o, ancor peggio, farla rientrare in una categoria che non le era per nulla congeniale: lo spiritismo.

A volte, l’essere umano non in grado di comprendere, anziché sforzarsi di tenere un atteggiamento intelligente di oggettiva attesa, preferisce scagliarsi contro persone e fenomeni che, con il passare del tempo ed il progredire della scienza, verranno spiegati.

E’ la differenza essenziale tra ragione ed intuito: ciò che la ragione non capisce, a volte, è comprensibile grazie all’intuito.

Quando l’intuito è ricettivo non occorrono troppe ‘prove scientifiche’ dell’esistenza reale di cose che non possiamo vedere o toccare. La vita umana, e quella di tutto il Creato, è troppo meravigliosa per poterla ridurre ad un passaggio nel mondo materiale fine a se stesso. Se l’intuito ti fa credere che la vita non finisce con la morte fisica, la ragione ti dice che una tale realtà deve esistere per poter dar senso a ciò che siamo e facciamo. A cosa mai servirebbe vivere se tutto fosse confinato ai ristretti limiti del mondo materiale?Copertina Libro su Gustavo Adolfo RolSulla vita terrena di Gustavo Adolfo Rol sono stati scritti moltissimi libri ma quello che più si avvicina al suo modo di essere credo sia il libro scritto da Giuditta Dembech che, come Lei stessa afferma, ha avuto il privilegio di essere ‘scelta’ da Rol affinché potesse, in seguito, divulgare il suo testamento spirituale. Non fu scelta perché ottima divulgatrice sia in forma scritta, sia in forma orale, ma perché Lei, forte della sua innata correttezza ed onestà intellettuale, non avrebbe mai tradito la realtà dei fatti e della personalità del ‘Grande Precursore’.

Quello di cui riporto a lato la copertina, è un libro da leggere e, soprattutto, da ascoltare poiché corredato di CD audio in cui è registrata la viva voce di Gustavo Adolfo Rol.

Se volete saperne di più cliccate su questo link e verrete indirizzati alla pagina del sito in cui la stessa Giuditta Dembech ne scrive.

Oggi, come riportato nel titolo, cade l’anniversario dei 20 anni da quando Gustavo Adolfo Rol è passato oltre e, come potete sentire dalla sua stessa voce a questo link, dopo la morte fisica si sopravvive.

L’ho definito un ‘ritorno’ poiché credo fermamente che con la morte fisica si ritorni, arricchiti e felici, ad un mondo altro da cui siamo partiti.

In conclusione vorrei sottoporre alla Vostra attenzione l’ultima grande ‘coincidenza’ cheIl Bagatto caratterizza l’esistenza terrena di Gustavo Adolfo Rol e che credo di aver colto.

Nell’intervista rilasciata alla trasmissione Mistero (visibile a questo link), il Prof. Piergiorgio Manera medico curante di Rol, dichiara che la dipartita, è avvenuta nella stanza numero 8 dei Pensionati A dell’ospedale Molinette di Torino.

Quello che mi ha profondamente colpita è il numero della camera: 8 collegato al fatto che Rol sia spirato nel momento stesso in cui è stato adagiato sul letto di quella camera.

Il numero 8, adagiato, equivale al simbolo dell’infinito.

simbolo infinito

Lo stesso simbolo è riportato nella carta del Bagatto (il cappello) in cui l’uomo, appena iniziato il suo percorso, si ritrova con tutto ciò che gli servirà nella vita terrena per compiere al meglio il suo percorso evolutivo iniziato con la discesa nella materia.

I 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi indicano la strada per questo percorso e se li immaginiamo stesi a forma di cerchio, ci rendiamo subito conto che l’arcano di congiunzione tra questo e l’altro mondo è l’Arcano del Matto che assume indifferentemente il numero 0 o il 22 (altra piccola ‘coincidenza’).

Il Matto è l’essere che, spinto da una forza a noi sconosciuta, decide di tuffarsi nella vita portando con sé un piccolo bagaglio che, però, è in un fagottino dietro alle spalle per cui, una volta a destinazione, non ricorderà le motivazioni della sua comparsa nel mondo materiale.

Finito il percorso evolutivo per cui ha deciso di entrare nella vita che conosciamo poiché ne facciamo parte, l’essere, Il Matto, torna al mondo da cui è partito portando con sè il suo fagottino che avrà al suo interno, non solo la dotazione di partenza ma anche tutto ciò che di importante è riuscito a raccogliere lungo gli anni della sua vita terrena.

Ritornare a casa dal numero 8, per come l’ho inteso io, è stato l’ultimo messaggio che Gustavo Adolfo Rol ha voluto lasciarci: dall’infinito veniamo e all’infinito torniamo.

 

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